
Mi è stato concesso il
privilegio di ospitare in questo spazio alcuni lavori della poetessa Elisa
Vitolo. Alcune poesie sono già state pubblicate dall'autrice, altre sono assolutamente
inedite, scritte appositammente per questa pagina.
Ringrazio
di cuore la poetessa che mi onora della sua amicizia, e che desidera in questo
modo collaborare c0n me ad avvicinare i cuori dei visitatori all'amore di
Dio.

PREGHIERA DEL DIMENTICATO:
Non di solo pane,
ma pur di scatolame vive l'uomo
-di rifiuti all'occorrenza-
C'è chi non ci pensa,
o si trastulla
nel placido riposo
del suo perimetro protetto.
Quanti relitti della storia camminano
nelle lande della solitudine!
Senza volto né nome,
dimentichi del Tempo,
passato e presente.
Senza futuro.
Il cuore si fa duro
come grandine sui vetri.
Dove l'umano lascia spazio al ferino
per lo sprezzo del mondo,
là si piega divino
solo il bacio di un angelo pietoso.
Mi è stato concesso il
privilegio di ospitare in questo spazio alcuni lavori della poetessa Elisa
Vitolo. Alcune poesie sono già state pubblicate dall'autrice, altre sono assolutamente
inedite, scritte appositammente per questa pagina.
Ringrazio
di cuore la poetessa che mi onora della sua amicizia, e che desidera in questo
modo collaborare c0n me ad avvicinare i cuori dei visitatori all'amore di
Dio.

PREGHIERA DEL DIMENTICATO:
Non di solo pane,
ma pur di scatolame vive l'uomo
-di rifiuti all'occorrenza-
C'è chi non ci pensa,
o si trastulla
nel placido riposo
del suo perimetro protetto.
Quanti relitti della storia camminano
nelle lande della solitudine!
Senza volto né nome,
dimentichi del Tempo,
passato e presente.
Senza futuro.
Il cuore si fa duro
come grandine sui vetri.
Dove l'umano lascia spazio al ferino
per lo sprezzo del mondo,
là si piega divino
solo il bacio di un angelo pietoso.

GRATITUDINE:
Non sono mia,
ma di un
progetto a monte,
devo tenerlo a
mente!
Eppur libera mi
muovo,
di
pensare-parlare-agire...
anche di
vegetare!
Quanto spreco
nelle lagnanze,
quanto bene ad
appassire,
lungo le vie
dell'incompiuto!
Basterebbe
invece
svegliarmi
grata, un giorno,
le grate del
sonno sprangare
e pronunciare
un "grazie"
per tutto ciò
che ho intorno.

PERDÒNO:
Com'è aspro il
volto di chi non sa il perdono!
Della sua
debolezza fa scudo ed arma,
mentre, nudo,
brancola nel
vuoto.
Un passo,
un solo piccolo
passo in avanti,
sarebbe
sufficiente.
Ma l'orgoglio
senza appello
ammazza il
forte apparente
e lo renderà
meschino
insetto
al Perdono
Celeste.

QUANDO
LA MONTAGNA VERRÀ DA ME:
Quando la
montagna verrà da me
avrò sulla
pelle il sale dell'acqua marina,
intorno
agli occhi le prime rughe,
le labbra
arse di chi mangia terra.
Tutto
intorno sarà sangue
ed orfani
imbracceranno fucili,
le case di
ognuno saranno senza mura,
cosicché la
strada sarà il nostro canile.
Quando la
montagna verrà da me
due ruote
saranno le mie gambe,
e
rimpiangerò la mia grassa adolescenza.
Sarò moglie
senza marito,
madre senza
figli,
ed un
rosario peserà al mio collo.
Quando la
montagna verrà da me
non servirà
voltarmi indietro
e tirare
sassi al burattino che ero ieri:
troppo
tardi.
22/04/04
Com’è lieve
il sonno,
quando
arriva eterno!
Maggiormente ci sorprende di notte,
a piccoli
frettolosi passi
strappando
via
- famelico
vampiro invisibile -
l’alito
estremo.
Fratelli
addormentati,
per sempre
odorosi
di sacro ed
intoccabile,
siete saggi
di cose a noi ignote,
dunque
meritevoli di riverenza.
Viso di
marmo gelido,
un tempo
fosti riso, ruga,
lacrima,
caldo, sangue.
Mano di
gesso, fosti carezza, pugno,
benedizione
e maledizione.
Occhi
chiusi, ora identici
agli altri
che riposano, ormai
senza sogni
e senza sussulti,
un tempo
foste amore in senso lato,
foste
sorriso e pianto,
parola e
silenzio.
Ora, solo
silenzio
SOMMARIO