Santa Maria Goretti




Tutti i
fatti e le notizie qui riportate sono state tratte da:
"Nuovi Martiri", di Luigi Accattoli - Edizioni San Paolo
"I Santi e i beati della Chiesa d'Occidente e d'Oriente", di Mario
Sgarbossa - Edizioni Paoline
"Atlante della Storia della Chiesa - Santi e Beati di ieri e di oggi", di
Angela Cerinatti - Editrice Demetra.


Proprio quest'anno (2002) ricorre il centenario della sua morte, avvenuta il
6 Luglio del 1902.
Marietta, come era chiamata familiarmente dai suoi conoscenti, era nata il 16
Ottobre 1890 a Corinaldo, in provincia di Ancona. Cosa piuttosto diffusa, a
quell'epoca, la sua famiglia viveva in grande miseria, dato che i suoi genitori
erano dei braccianti. A peggiorare la situazione, già precaria, nel 1897
dovettero emigrare per mancanza di lavoro, fermandosi prima a Paliano, poco
lontano da Fiuggi, e in seguito alle Ferriere di Conca, nel bel mezzo delle
paludi pontine, ancora non bonificate. Una zona malarica ad alto rischio di
morte, come si direbbe oggi, che era naturalmente più frequente al tempo della
mietitura, che si faceva a mano.
Ecco infatti che dopo poco tempo, Luigi Goretti, il padre di
Marietta, morì per la puntura micidiale di una zanzara anofele, lasciando nella
più nera miseria sua moglie Assunta e i suoi sei figli. La moglie Assunta aveva
solo trent'anni.
Marietta aveva solamente dieci anni quando morì suo padre, e
anche lei, come secondogenita, dovette dare una mano alla madre, assumendosi la
sua parte di fatica e tribolazioni per dissodare il poco terreno che si riusciva
a strappare alla palude, a seminare, a mietere il grano; ma anche nei lavori
domestici e badando alle sue due sorelline più giovani, Ersilia e Teresa.
E' certamente opportuno ricordare che solo nel 1902 l'età
minima per poter lavorare era stata elevata, dai nove anni come era, ai dodici
anni, con un massimo di dodici ore lavorative quotidiane! C'è di che riflettere,
oggigiorno.

A quei tempi, e con quella miseria terribile e diffusa,
l'analfabetismo era una condizione normale. Ed anche la nostra piccola Marietta
lo era. E tuttavia, pur analfabeta come la madre Assunta e proprio con il suo
esempio (la mamma aveva imparato a memoria il catechismo e alcuni brani del
Vangelo, che aveva poi trasmesso ai figli), non trascurava mai di istruirsi come
poteva nelle cose religiose.
La famiglia che condivide il podere in mezzadria con i Goretti è
quella di un uomo di sessant'anni e del suo figlio ventenne, Alessandro
Serenelli.
Già altre volte il giovane Alessandro aveva insidiato la bambina
dei Goretti, tentando anche con la forza di costringerla alle sue smanie
sessuali, ma era stato sempre fermamente respinto

Quel giorno maledetto era la terza volta che il ragazzo del
Serenelli incalzava accanitamente contro la povera bimba. Ma ecco il suo
racconto di come andarono i fatti: "Mi accostai a Maria, la invitai a venire
dentro casa. Essa non rispose, nè si mosse. Allora l'acciuffai quasi brutalmente
per un braccio e, facendo essa resistenza, la trascinai dentro la cucina. Essa
intuì subito che io volevo ripetere l'attentato delle due volte precedenti e mi
diceva: "No, no, Dio non lo vuole, se fai questo vai all'inferno!". Io allora
andai sulle furie e preso il punteruolo cominciai a colpirla".
La colpì per ben quattordici volte, con quel punteruolo. Marietta,
ls piccola Maria Goretti, viene raccolta morente e portata all'ospedale.

Alla madre la piccola mormora: "Mi voleva far fare le cose
cattive e io non ho voluto".
Pochi istanti prima di morire, la piccina pronuncia il suo
perdono: "Sì, lo perdono, lo perdono di cuore e spero che anche Dio lo
perdoni. Lo voglio con me in paradiso".
Maria Goretti è morta il 6 Luglio 1902. E' stata beatificata come
"Vergine e martire" da Pio XII il 27 Aprile 1947, che tre anni più tardi,il 24
Giugno 1950, l'ha canonizzata.

Alla cerimonia della canonizzazione, che ha fatto quindi della
giovane martire della purezza una Santa, erano presenti anche la madre Assunta e
il suo assassino, Alessandro Serenelli. Data l'enorme folla intervenuta per la
canonizzazione, la cerimonia fu svolta in piazza San Pietro e i giornali
parlarono di mezzo milione di persone presenti.
Alessadro Serenelli scontò ventisette anni di lavori forzati; ma
il suo vero riscatto avvenne con il rimorso e il pentimento, sinceri e intensi.
Santa Maria Goretti lo aveva perdonato, e il Signore Gesù gli aveva donato la
grazia del riscatto.

Reliquiario

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