Del dubbio

del dubbio...

...e della fede

 

 

 

 

In un certo senso, i dubbi sono come le ombre: non ne siamo mai completamente e definitivamente privi.

 E si potrebbe anche dire che, come le ombre, sono la prova più sottile ma tenace della grossolanità della nostra corporeità, sempre latenti e pronti a balzare fuori di nuovo.

Abbiamo imparato a convivere con i nostri dubbi, proprio come facciamo con le nostre ombre e, come ho già detto in altra parte, possiamo anche utilizzarli . Ogni volta che noi utilizziamo i nostri dubbi, rinforziamo la nostra Fede, la nostra capacità potenziale di credere. Noi "crediamo" alle nostre ombre perchè sappiamo che sono una immagine, speculare e illusoria, della realtà, provocata dalla luce.

Le ombre, quindi, rinforzano in noi il senso della realtà, della "consistenza", pur essendo esse in se stesse irreali e inconsistenti.

E tuttavia c'è sempre il pericolo, lo sappiamo tutti, di confondere  le ombre con la realtà vera, oggettiva, contingente.

Questo può accadere, e accade più spesso di quanto non si pensi, quando noi stessi preferiamo credere alle illusioni, all'illusorietà delle ombre, perdendo di vista quasi senza che ce ne accorgiamo la realtà vera; quando, in altre parole, ci lasciamo travolgere da immagini illusorie e inconsistenti, e le accettiamo senza discussione come fossero, esse, la realtà. Le immagini effimere, del cinema o dei nostri sogni, ce lo insegnano da molto tempo.

Tuttavia le ombre, come i dubbi, possono essere utilizzate per trovare l'oggetto reale che esse riflettono. Sono, in definitiva, il cartello indicatore, la via da percorrere per arrivare alla realtà vera, concreta, tangibile, perchè ad essa sono agganciate, anzi da essa hanno origine. Più intensa è la luce che scaturisce dall'oggetto reale, più netta e "concreta" appare l'ombra.. Se vogliamo trovare l'oggetto reale, dobbiamo percorrere per intero tutta la zona d'ombra  che da esso è originata.

Ciò non toglie, però, che trovato l'oggetto reale, l'ombra permanga. Ecco allora che vediamo il concreto e l'effimero contemporaneamente, e così possiamo distinguere, senza più dubbi di sorta il vero dal falso. Un bel passo avanti, non è vero?

Il fatto d'aver individuato la realtà vera non annulla l'ombra, però, ma ci aiuta a spostare l'attenzione dall'illusione alla realtà. Non è poco.

Ma l'ombra è sempre lì, pronta a catturare la nostra attenzione distogliendola dall'oggetto reale. Già. Anche perchè a volte, tutti lo sappiamo bene, non è facile distinguere dove inizi l'ombra.

In questo alternarsi dello sguardo, sia esso interno che esterno, gioca un ruolo determinante la nostra capacità di discernimento, alimentato dalla fede nel vero. Senza fede, senza la capacità di credere, non può esserci nessuna capacità di discernere il vero dal falso, la realtà dall'illusione, il concreto dal sogno, dall'effimero.

Allora se è vero, come è vero, che i dubbi sono sempre presenti in noi, è altrettanto vero che essi possono essere utilizzati per scoprire dove è veramente la verità. E nel contempo se è vero, come è vero, che i dubbi, come le ombre, sono utili e, in certe situazioni, addirittura indispensabili, è altrettanto vero che è solo con il sostegno della fede, e cioè della capacità di credere, che essi ci possono portare a "vedere" l'oggetto reale; a scoprire, insomma, la verità.

Nessun altro metodo, nessun altro sistema è possibile, almeno che non si voglia decadere nel più vieto fideismo. Si può decidere che preferiamo permanere nell'universo dei dubbi o, peggio, delle illusioni creato dalle ombre che noi confondiamo con la realtà; soluzione pigra e pericolosa che tuttavia alcuni adottano a sistema, ce n'è data facoltà. Ma sarebbe come se abitassimo nei meandri sotterranei di una megalopoli, percependone suoni, rumori, vibrazioni, brusii: lontane eco di una realtà "lontana" ed invisibile, ma assolutamente concreta, e noi continuassimo a negarla perchè convinti dai nostri sensi, ridotti ed ottusi, che l'unica realtà è quella in cui ci troviamo, oscura e nebbiosa, l'unica vera e concreta. Passate con il puntatore del vostro mouse sulla foto inserita qui sotto; essa rappresenta in qualche modo cio che ho detto finora, la luce e l'ombra, l'adorazione della Luce da parte dei Re Magi, l'umanità eletta; e lo sconforto perenne di chi rifiuta la Luce, in una magistrale incisione del Dorè.

 

Eppure basterebbe così poco: solo un pò di ricerca e di fede. Ma la maggior parte della gente ha "paura". Oh, non paura nel senso fisico del termine, ma quella paura sottile e acuminata che Satana sa così bene iniettare e utilizzare scavando nelle nostre menti e nei nostri cuori.

E allora, facendo mie le parole del nostro santo Papa Woitila, vi esorto con forza: "Non abbiate paura, aprite le porte della speranza!". Dove è implicita l'esortazione: abbiate il coraggio di avere Fede! Solo così riuscirete a percepire più chiaramente la Verità, a discernere la Realtà dall'illusione in cui siamo immersi, dal sogno che crediamo "reale e concreto", e che ha proprio la funzione di richiamo e indirizzo.

Abbiate coraggio, seguite la luce della Speranza che è dentro di voi. Non vi dico di evadere dal "sogno", ma di riconoscerlo come tale e, come tale, di percorrerlo tutto intero, come è necessario, con accettazione gioiosa e obbediente, aiutando i più timorosi e pavidi, spiegando ai più miti e ritrosi che non è "questo" il mondo di Luce che il nostro cuore percepisce. Percorriamo dunque questo simulacro della realtà vera, ma il nostro cuore sia proteso verso  "quella" Luce.

Essere consapevoli è come aver percorso la parte più difficile del cammino: adesso i nostri passi saranno più sicuri e decisi, perchè siamo presi per mano.

"Come bimbo svezzato è l'anima mia". Grazie, Signore Gesù.

.

 

 


            

                                     



gh