Filotea

filotea

 

 

introduzione alla vita devota

 

 

 

 

 

All'uscita della terza edizione il nostro autore scrisse questa premessa:-

"Al Lettore

        questo libretto è uscito dalle mie mani nell'anno 1608. nella seconda edizione sono stati aggiunti diversi capitoli, ma poi una svista ne ha fatti tralasciare tre inclusi nella prima. In seguito è stato stampato spesso senza la mia approvazione, e, con le ristampe, anche gli errori si sono moltiplicati. Ora, eccolo di nuovo corretto, con tutti i capitoli, ma sempre senza citazioni, perchè i dotti non ne hanno bisogno e gli altri non se ne preoccupano. Quando cito le parole della Sacra Scrittura, non sempre è per spiegarle, ma piuttosto per spiegarmi per mezzo loro, in quanto più degne di amore e di rispetto. Se Dio mi ascolta, tu ne trarrai profitto e riceverai molte benedizioni".

Ho voluto riportare per intero questa del resto breve premessa di San Francesco di Sales, per dimostrare quanto piano, semplice e chiaro fosse il suo stile e quanto e quale godimento sia la lettura dei suoi scritti, che vi esorto vivamente a leggere.

In questa stanza riporto solo alcuni stralci del "Filotea", edito dalle Figlie di San Paolo nel 1984, a cura di Ruggero Balboni, e ancora facilmente reperibile. Vi assicuro che  vale davvero la pena d'impiegare un pò del vostro tempo per leggerlo per intero. E, se mi permettete un piccolo consiglio, leggetene solo due o tre pagine per volta: il vino buono non si tracanna tutto d'un fiato, ma lo si assapora a piccoli sorsetti. Ecco qualche breve assaggio: godetene la fragranza e l'aroma.


Capitolo I

Descrizione della vera devozione

 

Mia cara Filotea, tu vorresti giungere alla devozione perchè sai bene, come cristiana, quanto questa virtù sia accetta a Dio; ma, siccome i piccoli errori commessi all'inizio di qualsiasi impresa, ingigantiscono con il tempo e risultano, alla fine, irreparabili o quasi, è necessario, prima di tutto, che tu sappia che cos'è la virtù della devozione. Di vera ce n'è una sola, ma di false e vane ce ne sono tante; e se non sai distinguere la vera, puoi cadere in errore e perdere tempo correndo dietro a qualche devozione assurda e superstiziosa.

 

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Capitolo III

La devozione si adatta a tutte le vocazioni e professioni

 

Nella creazione Dio comandò alle piante di portare frutto, ciascuna secondo il proprio genere; allo stesso modo, ai Cristiani, piante vive della Chiesa, ordina di portare frutti di devozione, ciascuno secondo la propria natura e la propria vocazione.

La devozione deve essere vissuta in modo diverso dal gentiluomo, dall'artigiano, dal domestico, dal principe, dalla vedova, dalla nubile, dalla sposa; ma non basta, l'esercizio della devozione deve essere proporzionato alle forze, alle occupazioni e ai doveri dei singoli.

Ti sembrerebbe cosa fatta bene che un Vescovo pretendesse di vivere in solitudine come un Certosino? E che diresti di gente sposata che non volesse mettere da parte qualche soldo più dei Cappuccini? Di un artigiano che passasse le sue giornate in chiesa come un Religioso? E di un Religioso sempre alla rincorsa di servizi da rendere al prossimo, in gara con il Vescovo? Non ti pare che una tal sorte di devozione sarebbe ridicola, squilibrata e insopportabile?"

Ecco la saggezza di San Francesco di Sales: non confondiamo la devozione con certe stranezze, certe esagerazioni:  la devozione deve essere proporzionata e adeguata "...alle forze, alle occupazioni e ai doveri dei singoli".

 

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Capitolo  V

Si deve cominciare dalla purificazione dell'anima

 

"I fiori sono apparsi nei campi", dice lo Sposo nel Cantico dei Cantici, "è giunto il tempo di potare e sfrondare".

I fiori del nostro cuore, o Filotea, sono i buoni desideri. Ora, appena compaiono, bisogna mettere mano alla roncola per sfrondare dalla nostra coscienza tutte le opere morte e inutili.

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Nella terza parte - al Capitolo III

 

Voi avete bisogno di pazienza, affinchè, facendo la volontà di Dio, meritiate di conseguire la sua promessa, dice l'Apostolo. Il Salvatore aveva detto: con la pazienza conquisterete la padronanza delle vostre anime.

Dominare la propria anima è la massima aspirazione dell'uomo, e il dominio dell'anima è commisurato al livello della pazienza.

Ricordati spesso che nostro Signore ci ha salvati soffrendo con costanza; è nello stesso modo che potremo operare la nostra salvezza, sopportando la sofferenza, le afflizioni, le ingiurie, le contraddizioni, i dispiaceri con la maggiore dolcezza che ci sarà possibile.

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Sempre nella terza parte - al Capitolo XXIX

LA MALDICENZA

 

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Se si riuscisse a togliere la maldicenza dal mondo, sparirebbero gran parte dei peccati e la cattiveria. A chi strappa ingiustamente il buon nome al prossimo, oltre al peccato di cui si grava, rimane l'obbligo di riparare in modo adeguato secondo il genere della maldicenza commessa. Nessuno può entrare in Cielo portando i beni degli altri; ora, tra tutti i beni esistenti, il più prezioso è il buon nome. La maldicenza è un vero omicidio, perchè tre sono le nostre vite: la vita spirituale, con sede nella grazia di Dio; la vita corporale, con sede nell'anima; la vita civile che consiste nel buon nome. Il peccato ci sottrae la prima, la morte ci toglie la seconda, la maldicenza ci priva della terza. Il maldicente, con un sol colpo vibrato dalla lingua, compie tre delitti: uccide spiritualmente la propria anima, quella di colui che ascolta e toglie la vita civile a colui del quale sparla. Dice S. Bernardo che sia colui che sparla come colui che ascolta il maldicente, hanno il diavolo addosso, uno sulla lingua e l'altro nell'orecchio. Davide, riferendosi ai maldicenti dice: Hanno affilato le loro lingue come quelle dei serpenti.

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Nella QUINTA parte - al Capitolo VI

 

Bisogna amare il marito o la moglie con un amore dolce e sereno, fermo e costante; per prima cosa deve essere così perchè è Dio che lo vuole e lo comanda.

Lo stesso vale per i genitori e i figli, per gli amici, ciascuno al suo posto.

In generale, qual è il tuo comportamento nei confronti del prossimo? Lo ami cordialmente per amore di Dio? Per saperlo con certezza, devi richiamare alla tua mente certa gente noiosa e sempre col broncio; è proprio in quel caso che sei chiamata a dar prova del tuo amore di Dio verso il prossimo. Ancor più, poi, nei confronti di chi ti fa del male, o con fatti o con parole.

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Ed ecco infine come il nostro Santo conclude questa sua opera:

I nostri giorni scorrono, la morte è alle porte: "La tromba, dice S. Gregorio di Nazianzeno, suona la ritirata; ciascuno si prepari perchè il giudizio è vicino". La madre di S. Sinforiano, al figlio che veniva condotto al martirio, gridava: "Figlio, figlio mio, ricordati della vita eterna; guarda il Cielo e pensa a Colui che vi regna; ben presto avrà fine la breve corsa di questa vita".

Filotea, tu dirai la stessa cosa; guarda il Cielo e non lasciarlo per la terra; guarda l'inferno e non gettarti in esso per gli attimi che fuggono; guarda Gesù Cristo, non rinnegarlo per alcuna cosa al mondo; Quando la fatica della vita devota ti sembrerà dura, canta con S. Francesco:

Tutta la pena mi è diletto

per il bene che m'aspetto.

 

Viva Gesù, al quale, con il Padre e lo Spirito Santo, sia onore e gloria, ora e sempre, nei secoli dei secoli.

Amen!

 

 


 

 

Fratelli miei, quasi percepisco la vostra delusione per aver così ridotto in pochi stralci il magnifico "libretto" di San Francesco di Sales, FILOTEA. Ma ormai lo sapete: io sono convinto assertore che nulla è più efficace di una lettura diretta sulle pagine di carta del libro stampato: la nostra intelligenza recepisce meglio, ed in modo più duraturo e proficuo, ciò che legge in tal modo. La nostra attenzione può soffermarsi su una frase o una parola, può tornare indietro, può mettere un segnalibro per tornare più tardi e riprendere la meditazione.

E' ben vero che tutte queste cose à possibile costruirle anche su queste pagine "virtuali"; ma voi sapete quanto me che non è la stessa cosa.

E' per questo motivo che vi rivolgo ancora una volta il suggerimento, che è anche la mia preghiera personale: comprate e leggete questo libro di San Francesco di Sales, edito dalle Paoline: Il Signore Gesù Cristo farà il resto.

A voi tutti e a me, la Sua benedizione. Amen.

 


                          



 

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