riflessioni

sul male


 

 

Partiamo dal significato etimologico della parola "Male": il vocabolario etimologico di Ottorino Pianigiani (Fratelli Melita Edizioni) dice testualmente: "Ciò che nuoce, e quindi Infermità, Rovina, Danno, Pena, Tormento, Misfatto; e in generale tutto ciò che è contrario al benessere, alla verità, alla legge, al dovere, alla convenienza".

 

E' ora importante chiarire che, contrariamente a quanto pensano alcune persone, il Male non mette affatto in discussione l'esistenza di Dio. Dire pertanto: "Se Dio esistesse non permetterebbe il Male! ", non ha nessun senso perchè i concetti di Male e di Bene hanno un significato solo se ammettiamo l'esistenza di Dio Creatore; negandolo, negheremmo tali concetti che, anzi, non avremmo neppure modo di concepire. Mentre invece, come sappiamo bene e al di là del fatto che li accettiamo o li rifiutiamo, essi sono innati e radicati fortemente in tutti gli esseri umani; e non soltanto negli esseri umani: molti sono i segnali che vengono colti, e che dimostrano come la natura tutta ne è pervasa.

 

Il Male e il Bene sono concetti astratti, e tuttavia essi hanno pesanti ripercussioni anche nella sfera fisica, oltre che in quella mentale. Noi percepiamo nettamente tali concetti ma, spesso, non ne abbiamo una consapevolezza chiara e li avvertiamo più che altro per una sensazione che può essere o di forte disagio, o di grande gioia, con tutte le miriadi di sfumature che stanno tra un limite e l'altro di queste due sensazioni.

 

In ogni istante della nostra esistenza noi abbiamo la facoltà di scelta tra queste due "opzioni", ed è questa possibilità tremenda e straordinaria che ci fa liberi; è questa la dignità che ci distingue da tutte le altre creature: noi possiamo scegliere, Dio stesso ce lo permette ed a questo scopo ci ha dotati di questa facoltà. Noi possiamo scegliere.

 

Anche gli Angeli, come ben sappiamo, possono scegliere, poichè anch'essi sono creature dotate del libero arbitrio, e sanno di poter rispondere "sì" o "no" alla chiamata di Dio. In altre parole,  perfino l'angelo può preferire sè stesso a Dio, come ha fatto Lucifero, l'angelo della Luce, e ribellarsi al suo Creatore. Mi perdonerete, fratelli miei, queste semplificazioni estreme, tutte allo scopo di rendere la nostra riflessione meno difficile; chiedo soprattutto umilmente perdono ai ministri della Chiesa.

 

Nella "rivelazione" giudeo-cristiana, è proprio dalla ribellione e dal rifiuto dell'amore di Dio, che si genera il Male. "L'amore - come scrive Philippe Madre nel suo libro "Il mistero del male", nella traduzione di Ezio Brambilla, edito dalla Editrice Ancora -  per essere vero, non può essere vissuto senza rischio da parte di chi ama".

 

Mi piace anche l'intuizione di Philippe Madre là dove suppone che l'uomo diventa "bersaglio del maligno" proprio perchè egli è "...il custode, il guardiano sull'ordine della Creazione visibile", per la sua relazione con il Creatore, fatta di amore e fiducia.

Ma dove ha origine il Male? Non è difficile dare una risposta a questo interrogativo che, oggi più di ieri, incombe su tutta la Creazione: Come il Bene viene da Colui che è l'origine stessa del Bene, dell'Amore, così il Male non può che venire dall'Iniquo, dal Maligno, da colui che è l'origine e la personificazione stessa del Male: da Lucifero, da colui che si trovò talmente bello e luminoso (Lucifero significa Angelo della Luce!) da ritenersi, lui, essere creato da Dio, pari a Dio!

Ecco fratelli miei: non dimentichiamo mai che questo essere abominevole, astuto e pericolosissimo, è egli stesso una creatura, un essere creato, con tutta la precarietà che ciò esprime e comporta e di cui egli stesso è ben consapevole. Alla fine dei tempi, Dio solo sarà il Gran Giudice Giusto.

Ma intanto, vi siete mai chiesti, fratelli, PERCHE' esiste il male? Può sembrare una domanda oziosa o, di volta in volta, scontata, banale... Oppure una domanda impossibile alla quale nessuno potrà dare  mai una risposta. Ebbene, anche se questo à vero, poichà si tratta pur sempre di una di quelle domande che sprofondano nel mistero, non è propriamente inutile. Difatti più si parla di un certo argomnto, più si finisce con il "conoscerlo" e, quindi, prendere coscienza della sua eventuale pericolosità. Sappiamo tutti, e lo sappiamo bene quando  vi ci soffermiamo per un momento, che l'arma più efficace del Demonio è proprio quella di far pensare che non esiste; che, in fondo, non è poi così pericoloso e che comunque noi siamo sempre in grado di controllarlo. Ecco l'arroganza e la superbia dell'uomo, quando dà ascolto al demonio. Ma, per la verità, non è sempre arroganza; il più delle volte è semplice  insipienza, quella stessa che ci fa alzare le spalle in un gesto di noia.

 

Perchè esiste il male?

Quante risposte ho udito a questa domanda nel corso della mia lunga vita, a questo proposito. Quante supposizioni immaginifiche, quante dichiarazioni saccenti e arroganti; ma le perplessità rimangono e la confusione permane nel nostro cuore. Un giorno sapremo, avremo tutte le risposte, conosceremo "...la verità tutta intera".  Ma per ora dobbiamo accontentarci di quanto riusciamo a intuire, a intravvedere e in qualche modo a carpire tra i fitti veli del Mistero.

Una delle risposte che più mi piacciono è appunto quella che fornisce Philippe Madre nel suo libro già citato. Philippe Madre, per chi non lo sapesse, è un diacono Moderatore della Comunità delle Beatitudini, in Francia, ed è anche medico, sposato, con figli.

"Il Maligno - scrive Madre - attacca l'uomo perchè l'uomo è troppo prezioso, non solo in se stesso, ma per la Creazione intera in tutto il suo divenire. Perciò egli moltiplica le suggestioni, le seduzioni, per portare il peccato in ogni vita umana".

Vere e propri influssi di suggestioni perverse inondano questo mondo, di cui il Maligno è il Principe. Ma, ed è questo "ma"  la nostra forza, il nostro Dio non ci ha abbandonati; non ci ha mandati in esilio lasciando che ce la sbrigassimo da soli! Almeno che noi non si preferisca, stoltamente, di far da sè.

"La tentazione -  scrive ancora Madre - colpisce la dimensione relazionale dell'uomo. che è di fatto l'unica dimensione dell'uomo soggetta al peccato. E attraverso questa entreranno nel mondo i mali più diversi". E più avanti: "Le suggestioni che il Maligno imprimerà nell'essere umano non saranno certamente nell'ordine dell'amore. Ma l'uomo, nella misura in cui se ne renderà complice, si donerà al suo prossimo attraverso un male oggettivo (il rifiuto, la violenza, l'acredine, ecc.) come se per lui fosse un bene, qualcosa di costruttivo. Questa è l'apparente vittoria del Maligno: volgere verso un male la relazione umana con un altro, stravolgere un dono riservato unicamente all'ordine dell'amore".


Fratelli, non ho certo la pretesa con queste poche righe di aver esaurito l'argomento: pensate che ci sono fior di trattati ponderosi e sapienti sull'argomento, e neppure essi possono dire di aver sollevato il velo del mistero del Male.

Io ho solo cercato, umilmente e per quanto ho potuto, di alzare il mio dito indice per darvi qualche semplice indicazione: ecco, ora voi camminate verso quella direzione che il vostro cuore e la grazia di Di vi suggeriscono.

Il Signore Gesù sia con tutti noi. Amen.

 

Male

Il Santuario di Madjugorie

 


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