



1600 - incisione
Dicono di lui che fu buono e generoso, di temperamento mite ma capace di slanci di cuore molto forti. Pare che una volta, di fronte ad una provocazione abbia detto: "Volete che in un quarto d'ora io perda quel poco di mitezza che mi sono acquistato in vent'anni a prezzo di tante fatiche?".
E' nato in Savoia nel castello familiare di Sales nel 1567 ed è morto nel 1622; viene festeggiato il 24 Gennaio.
E' stato eletto dai giornalisti come loro patrono, e lo è anche per tutti quanti operano con mezzi di diffusione di massa, per il fatto che egli stesso si adoperò in tal senso inventando quello che oggi possiamo chiamare "volantinaggio": scriveva infatti dei messaggi religiosi su dei foglietti, che poi provvedeva a far scivolare sotto gli usci delle abitazioni, o incollandoli ai muri.
San Francesco di Sales era contrario alle sottigliezze dottrinarie e alle dispute che i teologi spesso accendevano tra loro, e preferiva invece interessarsi fino alla immedesimazione dei bisogni reali dei fedeli.
I suoi scritti, tra cui il "FILOTEA" di cui parleremo, e "Il Trattato dell'amore di Dio", chiari e facili da leggere, sono considerati due classici della letteratura ascetica e, nel 1923, gli hanno meritato il titolo di dottore della Chiesa.
A proposito del nome "Filotea", San Francesco di Sales così si è espresso nella prefazione al suo libro: "Rivolgo la mia parola a Filotea; volendo mettere a disposizione di molte anime ciò che in un primo tempo avevo scritto per una sola, uso il nome comune a tutte quelle che vogliono essere devote; Filotea, infatti, vuol dire amante e desiderosa di amare Dio".


hg