Santa Gemma Galgani   

gemma galgani

 

 

            

 

 

Nonostante a Lucca, sua città natale, sia stato eretto un grandioso  "Monastero-Santuario" a lei intitolato, non sembra che l'editoria, neppure quella religiosa, tenga molto in considerazione questa Santa, la prima stigmatizzata del XX secolo. Ricerche accurate sul catalogo elettronico, ormai l'unico che venga usato nelle librerie, da me richieste ed effettuate in varie libreria specializzate, riportano un unico, mortificante risultato: un libricino di sessanta pagine, compreso l'Indice, edito dalla "San Paolo nel 1998, di Tito Paolo Zecca, dal titolo "Santa Gemma Galgani". Per non essere frainteso, voglio precisare che il titolo citato è l'unico "attualmente" disponibile, essendo altre opere esaurite e  per le quali non si prevede la ristampa. Da questo libretto, pur sempre meritevole per la grande quantità di notizie che riesce a dare in così poche pagine,  sono ripresi i pochi stralci che seguono. Consiglio vivamente di leggere, se riuscirete a trovarlo, l'intero lavoro di Tito Paolo Zecca. E chissà, forse nel frattempo si deciderà di rivalutare la dolce Gemma Galgani, conosciuta da molte centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo; molto meno da noi. E' così, purtroppo.

Recentemente tuttavia mi è giunta una preziosa precisazione da parte del passionista Tito Paolo Zecca, citato più sopra come autore del libretto sul quale ho potuto documentarmi, che mi informa esservi un sito web interamente dedicato alla Santa (http://www.santagemma.it), molto ben fatto devo dire e ricco di notizie. Altri titoli pare siano disponibili in libreria, "...quali quello di Zoffoli, Cornelio Fabro. mons. Agresti, Divo Borsotti".

Ringrazio il passionista T. Paolo Zecca, e vi invito ad insistere presso le Librerie. E comunque, una buona alternativa rimane sempre il web.

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Breve biografia

 

 

Abbiamo già detto che Santa Gemma Galgani è nata a Lucca, il 12 Marzo 1878, dalla madre Aurelia Landi e il padre Enrico Galgani; per la precisione è nata nei pressi di Lucca, a Borgonuovo, frazione del comune di Capannori. Ma soltanto un mese dopo la sua nascita, tutta la famiglia si trasferisce a Lucca, in via de' Borghi.

Educata amorevolmente dalla mamma, e da una "donnina, Carlotta Landucci" che le insegnava a leggere e scrivere, Gemma "... a cinque anni leggeva il Breviario per l'Ufficio della Madonna e dei morti, con quella facilità e prontezza con cui può leggerlo una persona provetta". 

Nel frattempo, la salute della mamma di Gemma veniva intaccata dalla terribile tbc, una malattia molto diffusa in quell'epoca un pò in tutte le regioni. La grande paura della piccola Gemma, aveva solo sette anni, era che la mamma potesse "andarsene" senza portarla con sé. Fu proprio in quel periodo, il 26 maggio 1885, che Gemma ebbe la sua prima manifestazione soprannaturale.

"Ascoltai alla meglio la Messa, pregando per lei (la mamma): ad un tratto una voce al cuore mi disse: "Me la vuoi dare a me la mamma?". Sì - risposi- ma se mi prendete anche me. "No!" - mi ripeté la solita voce - "Dammela volentieri la mamma tua. Tu per ora devi rimanere con il babbo. Te la condurrò in cielo, sai? Me la dai volentieri?".  Fui costretta a rispondere di sì. Finita la Messa corsi a casa. Mio Dio! Guardavo la mamma e piangevo: non potevo trattenermi".

Pare che i suoi biografi siano soprattutto stupefatti dalla naturalezza con cui Gemma visse questa intensa esperienza mistica: eppure, se si studiano le vite di altri santi, si vede che tutti hanno vissuto queste esperienze interiori con la stessa naturalezza. Ciò dimostra che l'intensa fede non soltanto rende accessibili certi "piani" mistici, ma li rende altresì del tutto naturali e credibili; come ben sanno tutti coloro che hanno fatto qualche esperienza simile, specie se ripetuta nel tempo. Peccato che siano davvero pochi i teologi che possano dire di aver  qualche conoscenza diretta di tali fenomeni; ciò spiega perchè la maggior parte di essi li nega. Analoga iattura investe, purtroppo, moltissimi ministri della Chiesa di Dio: il Beato Padre Pio ne sopportò molte conseguenze, durante la sua vita terrena. Ma d'altro canto, sono molti i sacerdoti che negano anche l'esistenza dell'inferno: eppure, la Madonna di Madjugorie da vent'anni ne parla e raccomanda di pregare molto, per salvare quante più anime è possibile! Davvero una strana fede, quella di costoro. Preghiamo perchè il Signore Gesù li illumini.

Ma non giudichiamo, se non vogliamo che un giorno l'unico Giusto Giudice, giudichi anche noi con la nostra stessa giustizia.  Poichè l'incongruenza è il virus mortale che ci infetta tutti, e ci rende tutti peccatori.


(Tratto sempre dal libro citato)

 

ICONA DEL CROCIFISSO: LE STIMMATE

La vita di preghiera e di ricerca vocazionale, purificata dalla malattia e dalle mortificazioni quotidiane, sfocia in una "grazia grandissima", impensata e gravida di conseguenze per tutto il suo futuro.

Tornata alla povera casa di via del Biscione, la sera di giovedì 8 giugno 1899, ottava del Corpus Domini e vigilia della festa del Sacro Cuore, "tutto ad un tratto - narrerà al suo direttore spirituale - più presto del solito, mi sento un interno dolore dei miei peccati; mai lo provai così forte che non l'ho più sentito, quel dolore mi ridusse quasi direi lì per lì per morire. Dopo questo mi sento raccogliere tutte le potenze dell'anima: l'intelletto non conosceva che i miei peccati e l'offesa di Dio; la memoria tutti me li ricordava e mi faceva vedere tutti i tormenti che Gesù aveva patito per salvarmi; la volontà me li faceva tutti detestare e promettere di voler tutto soffrire per espiarli. Un mucchio di pensieri si volsero tutti alla mente; erano pensieri di dolore, di amore, di timore, di speranza e di conforto".

E' straordinaria la percezione lucida che Gemma ha di se stessa e di quello che le sta accadendo.

Prosegue nel racconto: "Al  raccoglimento interno successe ben presto il rapimento dei sensi, ed io mi trovai dinanzi alla Mamma mia celeste, che aveva alla sua destra l'angelo mio custode, che per il primo mi comandò di recitare l'atto di contrizione. Dopo che l'ebbi terminato, la Mamma mi rivolse queste parole: "Figlia, in nome di Gesù, ti siano rimessi tutti i peccati". Poi soggiunse: "Gesù, mio Figlio, ti ama tanto e vuol farti una grazia, saprai rendertene degna?". La mia miseria non sapeva che rispondere. Soggiunse ancora: "Io ti sarò madre, ti mostrerai tu mia vera figlia?". Aperse il manto e con esso mi ricoprì. In quell'istante comparve Gesù, che aveva tutte le ferite aperte; ma da quelle ferite non usciva più sangue, uscivano come fiamme di fuoco, che in un momento solo quelle fiamme vennero a toccare le mie mani e i miei piedi e il cuore. Mi sentii morire, sarei caduta in terra; ma la Mamma mi sorresse, ricoperta sempre col suo manto. per parecchie ore mi convenne rimanere in quella posizione. Dopo, la Mamma mia mi baciò nella fronte, e tutto disparve, e mi trovai in ginocchio in terra; ma mi sentito ancora un dolore forte alle mani, ai piedi e al cuore. Mi alzai per mettermi sul letto e mi accorsi che da quelle parti, dove mi sentiva (ossia faceva male), usciva del sangue.  Mi coprii alla meglio quelle parti, e poi aiutat6a dall'angelo mio, potei montare sul letto. Quei dolori, quelle pene,  anzichè affliggermi, mi recavano una pace perfetta. La mattina a stento potei andare a fare la comunione, e mi misi un paio di guanti, tanto per nascondermi le mani. Non potevo reggermi in piedi; ad ogni momento credevo di morire. Quei dolori mi durarono fino alle tre del venerdì, festa solenne del Sacro Cuore di Gesù".

 

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Il 14 maggio 1933 Pio XI la dichiarò beata, e il 2 maggio 1940 Pio XII procedette alla solenne  canonizzazione della povera Gemma".

Nel marzo 1901 la santa, scrivendo a monsignor Volpi, rivelava con candore impressionante quel che Gesù le aveva detto lo stesso giorno: "Assicuralo che sono io, Gesù, che ti parlo e che fra qualche anno, per opera mia tu sarai santa, farai miracoli e sarai agli onori degli altari ".


Solo poche righe, fratelli, per indurvi a leggere direttamente sul libro la vita di questa Santa, così grande e così poco conosciuta.

                  

               Santa Gemma Galgani

 

                 


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