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Vedete, in un primo tempo avevo pensato di suggerirvi il modo di procedere nell'addentrarvi in questo luogo, tipo: fate prima questo, poi quest'altro, eccetera... Ma mi sono reso conto presto, fortunatamente, che sarebbe stato fare torto alla vostra intelligenza e, soprattutto, alla vostra libertà di decidere autonomamente.
Mi spiego meglio con un esempio: quando entriamo per la prima volta in un luogo sacro: un tempio, una cattedrale, una terra santa, dopo esserci fatto il segno della Croce con un ginocchio al suolo, ci rialziamo e cominciamo a guardarci attorno. Curiosità? Certo, non c'è nulla di male in questo.
Il Signore concede a molti esseri umani la capacità di costruire, con la Sua grazia, cose meravigliose: e sono quadri stupendi, e sono architetture ardite e stupefacenti, musiche che incantano e che elevano il nostro spirito e lo portano ad incontrare la magnificenza di Dio qui, su questa terra! Quando è sana ed equilibrata, la curiosità può essere costruttiva.
Importante è non fermarsi a questo. Ci sono tantissime persone, purtroppo, che entrano in tutte le chiese e i luoghi sacri che incontrano sui loro passi, ma solo per soddisfare la loro curiosità intellettuale, la loro sete di vedere cose "diverse". Qualcuna traccia anche frettolosamente un segno di croce, ma solo come fosse una formalità necessaria; la mente è però altrove, non nel cuore santo di Gesù. L'idea di pregare non le sfiora nemmeno; hanno fretta, devono vedere ancora tante chiese segnate sulla Guida...
Ecco, questo è peccato, questo offende il Signore!
La curiosità, di per se stessa, è cosa utile, se finalizzata alla ricerca di Dio e alla elevazione dell'anima. Ma è blasfema e idolatra quando è invece "mirata" alla concupiscente smania di soddisfare i nostri occhi, il nostro intelletto e la sporta mai colma della nostra "cultura", mai piena, mai sazia; oggi è diffusamente di moda il consumismo culturale, lo vediamo tutti, creato artificiosamente per riempire gli spazi vuoti delle persone anziane con troppo tempo libero e nessun desiderio di pregare; quasi che la preghiera li avvicini un pò troppo alla "soglia"... e ne avessero paura.
Molto ci sarebbe da dire sul concetto edonistico di "cultura".
Ma forse basta ricordare che il Signore non ama i sapienti e i "colti", secondo ciò che questi termini significano nella nostra interpretazione quotidiana; ma i semplici, che respirano alla Sua presenza e vivono nel Suo cuore. Questa è la vera sapienza.
Io non vi dirò quindi, fratelli, come dovreste comportarvi: sarà il vostro cuore a suggerirvelo. E la qualità della vostra fede.
Il Signore Gesù ci
aiuti tutti. Amen.
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